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Concluso il 21° Corso Propedeutico Abilitante all’Esame da Istruttore

Scritto Giovedì, 14 Luglio 2016 da Valentina Tiberi nella categoria Corsi Nazionali

Costruire la conoscenza e lo spirito dei futuri istruttori

Concluso il 21° Corso Propedeutico Abilitante all’Esame da Istruttore

Il percorso per diventare Istruttore di Speleologia della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI è lungo e richiede una formazione costruita sia sull’esperienza personale, sia frequentando specifici corsi organizzati dalla Scuola, di carattere tecnico e culturale. Questa formazione produce una figura di alto livello. Non a caso l’Istruttore di Speleologia CAI è l’unica figura tra le scuole italiane di speleologia ad essere riconosciuta dallo Stato come tale. L’Istruttore di Speleologia CAI ha anche un riconoscimento statale dunque e questo ci fa onore spingendoci a proseguire su questa strada di serietà e di alta formazione. Fra i corsi che un aspirante istruttore di Speleologia deve frequentare per poter accedere all’esame, vi è il Corso Propedeutico Abilitante all’Esame da Istruttore, della durata di circa una settimana dove gli allievi sono impegnati in attività pratiche e teoriche per sviluppare soprattutto l’aspetto didattico della loro speleologia. E’ come gli altri, un corso nazionale con allievi, docenti ed istruttori provenienti da diverse parti d’Italia. Uno dei punti forti della SNS-CAI infatti è proprio il carattere nazionale della sua istituzione che favorisce un’uniformità di metodo unica e la possibilità ad ogni corso di confrontarsi con esperienze geograficamente molto lontane. Il ruolo di un Istruttore di Speleologia (che, ricordiamolo, è come tutte le figure titolate o meno del CAI, un volontario) è quello di trasmettere una completa conoscenze dell’ambiente ipogeo sia a chi non è speleologo sia a chi avendo già delle basi in materia, vuole approfondire alcuni aspetti del mondo sotterraneo. L’attività dell’Istruttore si esplica ai corsi di speleologia ai vari livelli ma lo spirito che vogliamo trasmettere è quello che fa sentire un istruttore tale anche al di fuori dei corsi, nella sua vita di tutti i giorni. Lo spirito dell’Istruttore dovrebbe essere quello di una vera e propria vocazione alla diffusione delle sue conoscenze, non tanto/solo per far crescere nuovi speleologi ma per far capire anche a coloro che non entreranno mai in una grotta, come il nostro patrimonio sotterraneo sia inevitabilmente parte del nostro vivere e sia importante per tutta la comunità conoscerlo e proteggerlo. Sabato scorso abbiamo concluso il 21° Corso Nazionale Propedeutico abilitante all’esame da Istruttore di Speleologia, svolto a Rubbio (VI) alle porte dell’Altopiano di Asiago, organizzato dal Gruppo Speleologico CAI Marostica I barbastrji. Dieci gli allievi che con tenacia e grande interesse hanno seguito per 7 giorni le attività proposte riguardanti sia l’aspetto tecnico della progressione in grotta, sia l’analisi dell’ambiente ipogeo toccando argomenti come il meteo e la biologia sotterranea, la geologia, la speleogenesi, la geomorfologia, il rilievo di una cavità. Provenienti da Perugia, Modena, Ravenna, Como, Vicenza e Bolzano, sono stati guidati in queste giornate di didattica da Istruttori Nazionali di Speleologia provenienti letteralmente da tutta Italia: dalla Sicilia al Trentino Alto Adige. Al di là del bagaglio tecnico e culturale che ciascuno porta a casa in occasioni come questa, i corsi nazionali organizzati dalla SNS-CAI diventano anche grandi momenti conviviali e di scambio di esperienze, il luogo dove si fanno quelle amicizie da un capo all’altro della nostra penisola che contribuiscono a diffondere esperienze e conoscenze e dunque a far crescere la speleologia. Ricordiamo infatti, tra l’altro che oggi la speleologia è l’ultima frontiera che rimane all’uomo nell’esplorazione e conoscenza geografica del pianeta. E’ ancora un mondo che conosciamo solo in parte e gli speleologi sono gli unici preposti ad approfondire e trasmettere questa conoscenza. Comprendere e trasmettere sono due cose che vanno inevitabilmente a braccetto in quanto l’una senza l’altra non avrebbe significato. Di qui l’importanza della figura dell’Istruttore di Speleologia il cui compito non è quello di formare sportivi in quanto la speleologia non è uno sport né una semplice attività ricreativa ma è ricerca geografica e scientifica s.s. La figura dell’Istruttore è una figura di impegno, di responsabilità ma anche di grande appagamento perché se fatta con lo spirito di chi vuole trasmettere davvero qualcosa agli altri contribuisce a comporre i pezzi della nostra conoscenza come uomini. Voglio complimentarmi con gli allievi di questo Corso propedeutico appena concluso per lo spirito con cui hanno affrontato il corso. Del resto lo spirito è la cosa più difficile da trasmettere perché non può avvalersi della sistematicità di un manuale o di una manovra tecnica. Lo spirito e la vocazione che devono maturarsi ciascuno nel proprio intimo, sono tuttavia ciò che fa la differenza tra l’Istruttore s.l. per distintivo e l’Istruttore vero, il quale è istruttore in ogni contesto anche e soprattutto al di fuori dei corsi. L’augurio più grande che posso fare ai 10 apprendisti istruttori con i quali ho avuto il grande piacere di condividere una bellissima settimana di corso, è proprio e prima di tutto quello di coltivare questo spirito. Il resto… vi assicuro.. verrà di conseguenza.

Istruttore Nazionale Valentina Tiberi

Direttore del Corso e Presidente del Gruppo Speleologico CAI Marostica I barbastrji

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