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Corsi di Introduzione alla Speleologia

(rif. art. 10 Regolamento SNS)

Art. 1
I Corsi di Introduzione alla Speleologia hanno lo scopo di dare una base tecnica e culturale per la pratica della speleologia garantendo una sicura ed efficiente progressione in grotta creando i presupposti per l'inserimento di nuove leve nei Gruppi Grotte C.A.I..
Art. 2
I Corsi di Introduzione alla Speleologia vengono approvati dal Presidente della Sezione C.A.I. su proposta dei Gruppi Grotte C.A.I..
Art. 3
Il Direttore del Corso viene nominato dal Presidente della Sezione su proposta del Gruppo Grotte. Il Direttore del corso sceglierà gli Istruttori (INS, IS, INSE, ISS, AIS) disponibili a collaborare. Per ottemperare alle metodologie didattiche nonché alle norme di sicurezza impartite dalla SNS, il Corpo Docente dovrà essere composto da un minimo di un INS o IS ogni 10 allievi. Ogni istruttore dovrà essere supportato dalla presenza di un numero minimo di 3 ISS o AIS.
Art. 4
Il Corso in genere deve articolarsi in almeno 5 (cinque) lezioni di teoria e 4 (quattro) esercitazioni pratiche garantendo sempre la massima sicurezza dei partecipanti.
Art. 5
Il materiale di uso collettivo dovrà essere messo a disposizione dei partecipanti al Corso da parte del Gruppo Organizzatore. Il Gruppo Organizzatore provvederà inoltre ad attivare la copertura assicurativa degli allievi, degli INSE e degli AIS, limitatamente alle uscite del Corso.
Art. 6
Il Direttore del Corso si accerterà personalmente, prima e durante lo svolgimento del Corso, che il materiale impiegato sia in perfetta efficienza e che siano state prese tutte le misure di sicurezza per lo svolgimento delle esercitazioni e delle lezioni teoriche.
Art. 7
Al Corso potranno iscriversi soci C.A.I. che risultino in regola con il tesseramento per l'anno in corso, e soci non C.A.I.. Per i minorenni sarà necessaria l'autorizzazione di tutti gli esercenti la patria potestà.
Art. 8
Le domande di ammissione e le quote di partecipazione dovranno pervenire alla Segreteria del Corso entro i termini indicati dagli organizzatori. E' obbligatoria, da parte degli allievi, la presentazione al momento di inizio del Corso, di un certificato medico in corso di validità, attestante l'idoneità all'attività sportiva non agonistica. Coloro che non saranno muniti di tale certificazione non potranno accedere al Corso e verranno rimborsati della quota di iscrizione meno le spese sostenute.
Art. 9
Il numero massimo degli allievi verrà stabilito sulla base della disponibilità del Gruppo Grotte Organizzatore e del numero di Istruttori presenti.
Art. 10
Durante le esercitazioni, gli allievi dovranno attenersi alle direttive impartite dalla Direzione del Corso, in esecuzione delle indicazioni di minima per i corsi di introduzione alla speleologia stabilite dalla SNS.
Art. 11
Il Direttore potrà escludere dal Corso, in qualsiasi momento, coloro che mostrino incapacità ad adeguarsi alle norme di comportamento generale o lacune tecniche tanto gravi da compromettere l'efficacia didattica ed il grado di sicurezza delle esercitazioni.
Art. 12
Per tutto ciò che non è contemplato nelle presenti Disposizioni di Attuazione dei Corsi di Introduzione alla Speleologia, valgono le norme fissate dallo Statuto e dal Regolamento Generale del C.A.I., nonché dai Regolamenti della CCS e della SNS.

Indicazioni di minima per i Corsi di Introduzione alla Speleologia I corsi di Introduzione alla Speleologia devono essere l’occasione di un primo adeguato e soddisfacente contatto con la SNS del CAI, con i suoi contenuti ideali, la sua struttura e la conoscenza dell’organizzazione speleologica italiana. Pertanto, pur nel rispetto più pieno delle caratteristiche del Gruppo organizzatore e delle peculiarità della zona carsica dove normalmente opera, il Corso dovrà inserirsi sulle direttrici che la SNS ritiene opportuno indicare per far fronte a problemi di rilevanza generale. In base a questo principio di uniformità, i Gruppi Grotte o Speleologici che intendono organizzare Corsi di Introduzione sotto l’egida della SNS del CAI, oltre a seguire il Regolamento e le Disposizione di Attuazione, dovranno attenersi alle Indicazioni di Minima impartite dalla SNS.
Proprio in base a questo principio di uniformità, tenendo conto delle indicazioni scaturite nelle riunioni dei sopraddetti organismi, la SNS consiglia ai Gruppi Grotte o Speleologici che intendono organizzare dei Corsi Sezionali di attenersi a queste indicazioni.

ESERCITAZIONI PRATICHE
Dovranno essere in numero non inferiore a quattro ed articolarsi in modo tale da consentire un approccio graduale all’ambiente ipogeo e ai problemi che impone la tecnica di progressione in grotta. In queste esercitazioni si dovrà puntare ad un insegnamento che curi la preparazione individuale e di squadra in modo meticoloso, accentrando l’attenzione degli allievi su un ridotto numero di manovre fondamentali indicate nelle Norme Tecniche.
La prima esercitazione, da ripetersi in caso di necessità, si consiglia di effettuarla in palestra esterna, per meglio seguire gli allievi ed eventualmente correggerli. Conviene all’istruttore di usufruire di una corda parallela a quella dell’allievo distante circa un metro.
Non è necessario per un corretto insegnamento far affrontare agli allievi, durante le esercitazioni, grandi problemi tecnici che richiedono una preparazione psicofisica non certo in possesso di un principiante; si otterrebbe inevitabilmente una marcata selezione favorendo l’allontanamento di forze che invece potrebbero essere di grande aiuto per l’affermazione e lo sviluppo del Gruppo. Comunque non è possibile prescindere le esercitazioni su verticali, sia pur di modeste dimensioni. Non è superfluo, infine ricordare che tutte le manovre dovranno essere eseguite nella massima sicurezza, anche se questo può comportare un impegno più prolungato.

LEZIONI DI TEORIA
La ricerca speleologica può essere uno strumento di educazione globale di straordinaria efficacia qualora non la si riduca ad un puro esercizio agonistico nell’esaltazione del rischio. I Corsi di Introduzione dovranno dare adeguato spazio a momenti didattici che possono fornire agli allievi le nozioni fondamentali in merito a:

  • Materiali e tecniche di progressione
  • Aspetti del carsismo e meccanismi di formazione delle grotte
  • Ambientamento, alimentazione e abbigliamento nell’attività speleologica
  • Salvaguardia e conservazione del patrimonio naturale superficiale e profondo
  • Organizzazione del Soccorso Speleologico CNSAS-CAI
  • Organizzazione della Speleologia in Italia

Questi ed altri argomenti riguardanti l’attività speleologica, sviluppati in cinque sedute distinte di lezioni teoriche, è opportuno che siano riferiti alla realtà in cui opera il Gruppo Grotte o Speleologico organizzatore ed i suoi interessi particolari. E’ consigliabile condurre queste lezioni in modo stringato e discorsivo, badando ai concetti fondamentali ed integrando con ogni altro strumento (diapositive, filmati, videocassette, disegni, grafici, ecc.) ed eventualmente riprendendole nelle uscite esterne o in grotta.
Per quanto attiene il programma dettagliato delle lezioni teoriche si fa riferimento alle note “La nuova impostazione pedagogica della SNS del CAI” (Quinto Corso di Aggiornamento per INS – 1982) ed ai Corsi di “Didattica e lezioni in Aula” del 1989 e 1993. Si auspica infine che i Corsi di Introduzione alla Speleologia divengano sempre più occasioni di incontro e di verifica fra i gruppi, favorendo un’aperta e costruttiva collaborazione.

NORME TECNICHE DI MINIMA sui MATERIALI e sulla PROGRESSIONE
La SNS insegna come normale metodo di progressione in grotte verticali, la tecnica su “sola corda”, con l’uso in risalita di un bloccante ventrale fisso ed un pedale staffa collegato ad un bloccante mobile (sistema DED) ed in discesa l’uso di discensori speleo.

ATTREZZATURA PERSONALE
L’attrezzatura personale dell’allievo deve comprendere:

  1. Casco di buona fattura, leggero, con chiusura sottogola in fettuccia e con retronuca che ne eviti lo sfilamento;
  2. Illuminazione biluce con doppio impianto elettrico ad alimentazione separata oppure carburo ed elettrica;
  3. Imbracatura di tipo speleo, comoda, avvolgente, in fettuccia larga che deve comprendere un pettorale di buona resistenza e il tutto facilmente regolabile. Le chiusure dell’imbraco vanno realizzate con maillon in acciaio;
  4. Longe unica, realizzata in corda dinamica, diametro minimo 9 (nove) mm. Corredata di moschettone senza ghiera con dispositivo che ne eviti un difettoso funzionamento, di lunghezza che sia comoda per l’allievo; l’eventuale prolungamento della longe si può ottenere con l’aggiunta di altri moschettoni;
  5. Discensore speleo (evitare quelli a barrette) che non permetta la fuoriuscita della corda in maniera incontrollabile ed in cui la corda non faccia attrito sulla sua struttura portante. Il discensore è collegato al maillon dell’imbraco con un moschettone con ghiera. La corda a valledel discensore deve essere inserita nel moschettone di rimando, in acciaio senza ghiera, e il tutto deve consentire di realizzare facilmente la chiave di bloccaggio;
  6. Due bloccanti meccanici, di facile uso, uno denominato “ventrale” fisso collegato tra il maillon dell’imbraco ed il pettorale, uno “mobile” collegato al maillon dell’imbracatura con un corda dinamica di diametro 9 (nove) mm. ed un moschettone a ghiera che collega la corda al bloccante mobile. Il pedale staffa, di lunghezza che sia comoda per l’allievo, può essere costruito con un cordino di diametro minimo 7 (sette) mm. o equivalente o con fettuccia di buona fattura;
  7. Moschettoni con indicazione di carico di rottura minima di 22 kN, maillon di forma semirotonda in acciaio diametro minimo 10 mm ;
  8. Data l’attuale foggia delle imbracature speleo ad un unico attacco, la SNS consiglia la chiusura con un maillon semirotondo avendo cura di rispettare la disposizione degli attrezzi: da destra a sinistra di chi l’indossa, bloccante ventrale, cordino di collegamento al bloccante mobile, moschettone di rimando, discensore, longe; è possibile utilizzare le longe ad attacco unico, questa va sempre posizionata tutta a sinistra per chi l’indossa. Le indicazioni sopra riportate, per motivi didattici, devono essere adottate anche dagli istruttori.

ESERCITAZIONI IN PALESTRA ESTERNA
Le esercitazioni in palestra esterna, devono avere come oggetto l’insegnamento degli elementi fondamentali della progressione su corda. Durante le esercitazioni, sia gli allievi sia gli Istruttori devono indossare il casco.
La SNS indica le seguenti fasi di insegnamento:

  • spiegazione a terra sull’uso dei bloccanti e del discensore con la chiave
  • salita di pochi metri con i bloccanti e discesa con i bloccanti
  • salita di alcuni metri sui bloccanti ed inversione con discesa sul discensore
  • salita sui bloccanti con passaggio dei frazionamenti
  • discesa sul discensore con passaggio dei frazionamenti
  • discesa sul discensore, bloccaggio ed inversione sui bloccanti
  • passaggio dei nodi di giunzione
  • far conoscere i principali nodi di uso comune nella progressione su corda ed eventualmente la tecnica di progressione su scala.

ESERCITAZIONI IN GROTTA
Le esercitazioni in grotta devono essere svolte in cavità progressivamente complesse che richiedono il superamento di tutti gli ostacoli tipici della progressione in ambiente ipogeo. La SNS consiglia che le cavità oggetto di esercitazioni e la struttura delle squadre devono essere scelte, possibilmente, in modo tale da fare affrontare agli allievi il passaggio dei frazionamenti sotto controllo visivo da parte degli Istruttori, così come viene consigliata la presenza di un Istruttore alla base del pozzo per un eventuale controllo, attraverso la tensione della corda, della discesa dell’allievo. Come pure non si dimentichi di fare il nodo in fondo alle corde prima di infilarle nei sacchi.

Norme transitorie