La Scuola

Gli inizi

L’ esigenza di preparare i neospeleologi ad affrontare con una certa sicurezza e capacità la visita del mondo ipogeo è stata sempre presente a tutti i Gruppi Grotte organizzati: all’inizio del secolo scorso la Commissione Grotte della Società Alpina delle Giulie organizzava a Trieste dei corsi pratici di rilevamento, corsi reiterati negli anni ’20.

L’iniziativa veniva ripresa alla fine della seconda Guerra Mondiale da molti Gruppi Grotte italiani con l’organizzazione di corsi pratici di speleologia. Il fine, però, di tutte queste iniziative era di preparare gli speleo del proprio gruppo.

L’idea di creare una Scuola il cui compito fosse invece quello di insegnare ad andare in grotta, diffondendo su tutto il territorio nazionale una certa cultura speleologica (conoscenza dei fenomeni carsici, delle tecniche e dei materiali necessari per visitare quelli sotterranei, delle scienze che sugli stessi convergono), viene verso la metà degli anni ’50 a Carlo Finocchiaro, speleologo forte di una oltre che trentennale esperienza nella Commissione Grotte “E. Boegan”, gruppo speleologico della sezione di Trieste del CAI.

Dopo una serie di contatti e trattative con la Direzione Centrale del CAI, e grazie all’appoggio del suo Comitato Scientifico (allora diretto dal professor Giuseppe Nangeroni, geografo molto vicino al mondo della speleologia), nel gennaio 1959 il Consiglio Centrale approva l’idea di effettuare un Corso Nazionale di Speleologia, dando incarico alla Commissione Grotte “E. Boegan”, nella persona del suo presidente Finocchiaro, di organizzarlo.

Scopo del corso è di raccogliere speleologi o aspiranti tali da tutt’Italia ed insegnar loro una tecnica corretta per l’esplorazione delle grotte, aggiornandoli nel contempo, con una serie di lezioni teoriche, sul progresso degli studi speleologici.

Il corso, diretto da Carlo Finocchiaro (coadiuvato da mezza dozzina di speleo della Boegan e da una decina di studiosi), si svolge sul Carso triestino a fine agosto 1959. E’ confortato dalla presenza di dodici allievi, provenienti da varie regioni italiane, che in una settimana hanno modo di scendere in grotte di crescente impegno tecnico e di seguire alla sera lezioni sulle varie discipline che interessano il carsismo, la speleologia ed il mondo sotterraneo.

Il buon successo del primo corso convince il Comitato Scientifico del CAI a farlo seguire da altri, sempre impostati sulla medesima formula. Così vengono tenuti Corsi Nazionali negli anni seguenti (1960, 1962, 1964, 1967), tutti di successo non solo dal punto di vista della rispondenza degli allievi, ma anche e soprattutto quale mezzo di diffusione su tutto il territorio nazionale delle moderne tecniche di esplorazione.

Verso la metà degli anni ’60 si fa pressante la necessità di un coordinamento dei corsi locali dando loro un indirizzo comune per cui, aderendo ad un’iniziativa lanciata dai gruppi grotte del CAI di Bologna, Milano e Torino, si comincia a studiare una migliore strutturazione della Scuola.

Dopo varie peripezie (nel frattempo – siamo nel 1968 – è sorta anche con l’appoggio di Gruppi Grotte CAI la Commissione Scuole di Speleologia della SSI) questa inizia con la nomina da parte del Comitato Scientifico del CAI di un nucleo di Istruttori Nazionali di Speleologia, scelti fra quelli segnalati dai gruppi grotte del CAI. Questo primo gruppo stila un Regolamento della Scuola e organizza il primo Corso per Istruttori Nazionali di Speleologia, corso che si tiene sul Carso triestino nell’agosto 1969: vi partecipano 11 allievi e due osservatori, nove conseguiranno l’abilitazione. E’ il primo passo per l’ufficializzazione dei Corsi Sezionali, che per essere riconosciuti dal CAI dovranno essere diretti da un Istruttore Nazionale; in conseguenza di ciò nei primi anni parecchi Istruttori Nazionali si recheranno nelle varie città in cui gruppi grotte CAI organizzano corsi di speleologia.

Nel 1970 la Scuola Nazionale di Speleologia, divenuta ormai struttura autosufficiente dotata di uomini, mezzi e fini ben delineati, dopo i cinque effettuati sul Carso svolge il primo Corso Nazionale a Perugia, aprendo così la strada ad un decentramento delle iniziative divenuto da allora regola. Infatti mentre il secondo Corso INS si svolge ancora sul Carso triestino (agosto 1973, 28 allievi) il terzo si tiene a Genga (agosto-settembre 1979, 19 allievi) e a Monte Cucco e Roncobello si tengono quelli di aggiornamento degli INS (maggio e giugno 1979).

Ma la Scuola non si occupa soltanto di tecnica delle esplorazioni: dagli anni ’70 organizza, sia in prima persona, sia in collaborazione con la SSI, vari incontri culturali fra cui un posto di rilievo hanno i Corsi Nazionali Residenziali di tecniche scientifiche applicate alla speleologia (Modena 1974, Trieste 1975 ecc.).

La prima fase della Scuola, cui dopo Finocchiaro hanno dato il loro apporto quali Direttori Claudio Cocevar, Francesco Salvatori, Marino Vinello, termina nella prima metà degli anni ’70. L’evoluzione e la diffusione della speleologia italiana, cui l’opera della Scuola è tutt’altro che estranea, crea nuovi bisogni ai quali la Scuola risponde creando nuove strutture. Il periodo pionieristico lascia il posto alla specializzazione settoriale, con la suddivisione dei Corsi sia secondo il livello tecnico, sia secondo i temi – culturali o tecnici – che vengono approfonditi.

Unico punto rimasto fermo – quasi una costante nella Scuola di Speleologia del CAI – è il concetto di Scuola quale servizio pubblico (struttura di insegnamento, senza fini di lucro e aperta a tutti) e non come sistema di reclutamento di nuove leve o di finanziamento per il gruppo grotte che l’organizza.

Pino Guidi

INSE
Istruttore Nazionale Spelologico Emerito